Calo delle visite al sito o al blog

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L’incubo più grande dell’imprenditore digitale o del blogger è il calo delle visite al sito o al blog, se ci si imbatte può togliere il sonno.

Innanzitutto diciamolo, è sempre un brutto colpo, per usare una metafora è come se in un negozio fisico fino a qualche giorno fa entravano regolarmente 50 persone al giorno e di colpo questo numero scende a 10… La diminuzione delle visite di un sito internet è la stessa cosa, ma a differenza di un negozio fisico possiamo ricercare le cause più rapidamente e mettere riparo grazie a strumenti tecnici.

C’è calo e calo, il numero delle visite ad un sito web o un blog può scendere nel tempo, crollare di colpo vistosamente, o addirittura arrivare a zero dall’oggi al domani. Nell’articolo proverò ad illustrarvi una serie di possibili cause, se non tutte perlomeno esploriamo le più frequenti, come riconoscerle e cosa puoi fare (tu o il tuo webmaster) per risolvere il problema.

Perchè le visite di un sito diminuiscono rapidamente?

I motivi possibili sono svariati e siccome chi lavora nel digitale ha bisogno di visite è importantissimo individuarli rapidamente. Principalmente possiamo dividere le possibili cause in poche categorie principali, un problema tecnico di tracciamento delle visite, un calo naturale nel posizionamento, un calo di ricerche causa stagionalità o altro, una penalizzazione del motore di ricerca o un’errore (o serie di errori) nel sito stesso.

Proviamo sotto ad entrare nel dettaglio e parliamo dei casi citati sopra.

Un problema tecnico di tracciamento delle visite:

Quì una premessa è d’obbligo, c’è una moltitudine di strumenti per il monitoraggio delle visite di un sito ma non tutti sono affidabili ed aggiornati di frequente. Io di base suggerisco sempre di utilizzare lo strumento che mette a disposizione Google gratuitamente, Analytics, è di gran lunga il più utilizzato ed affidabile e se ben settato restituisce dati reali, ne parlo anche nell’articolo “Come faccio a sapere quante visite ha il mio sito” per chi vuole sbirciare.

Fatta la premessa veniamo al nocciolo, il problema del crollo delle visite potrebbe essere un falso problema, potrebbe semplicemente essere saltato qualche collegamento, in tal caso basta reinstallare da capo il codice di monitoraggio e tutto torna alla normalità, se non utilizzi Analytics di Google potrebbe essere un’ottima occasione per iniziare ad usarlo.

Ma come fai a verificare se il problema deriva dal monitoraggio delle visite? Se si tratta di un crollo improvviso dall’oggi al domani mi sento di dire che probabilmente tutto dipende da quello, verifica innanzitutto se la perdita è generalizzata, riferita quindi a tutti i canali di traffico e a tutte le aree del tuo sito. Se riscontri che il calo è generalizzato controlla che il tuo sito sia online e funzioni correttamente. Se il sito funziona correttamente non ti resta che verificare il settaggio del software di monitoraggio delle visite, tieni sotto controllo nei giorni successivi e se tutto è tornato alla normalità… Pericolo scampato… :)

Un calo naturale nel posizionamento:

Può succedere anche questo, anzi è abbastanza naturale come cosa, se ti accorgi che il calo è piccolo ma costante probabilmente stai perdendo posizioni nella serp di Google, questo fatto potrebbe essere imputabile a più fattori, i tuoi concorrenti potrebbero aver fatto meglio di te negli ultimi mesi o più semplicemente il tuo sito sta perdendo posizioni perchè non sono stati fatti più interventi ed al passaggio di più rinnovi degli algoritmi di Google pian piano ha perso ranking.

Come puoi accorgertene? Innanzitutto dovresti fare una verifica dei canali di traffico e capire dove il sito ha perso accessi. Parto dal presupposto che tu abbia installato Analytics, ti dico quindi dove cercare, quando ti trovi nella dashboard nel menù di destra trovi una voce “acquisizione” ed all’interno di essa devi cliccare su “panoramica”, in basso troverai una tabella come quella che vedi sotto nell’immagine.

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Quello che devi fare ora è cambiare in alto l’intervallo di date, monitorando quindi i mesi precedenti uno alla volta, ti dovresti concentrare sulla riga Organic Search, se noti lì il calo di cui parlavamo sopra molto probabilmente il tuo sito sta avendo un calo naturale nel posizionamento su Google.

Ora che è stato individuato il potenziale problema sarebbe il caso di verificarlo e “certificarlo” andando a vedere se e quante posizioni nel motore di ricerca hai perso nelle singole chiavi, purtroppo questa verifica ti è possibile se hai registrato nel tempo il posizionamento del tuo sito o se hai installato un’altro strumento gratuito e fondamentale di Google il Google Webmaster Tool. All’interno del tool puoi infatti verificare il posizionamento nel tempo delle singole chiavi che portano traffico nel sito, sempre utilizzando l’intervallo di date nella sezione “analisi delle ricerche” sotto a “traffico di ricerca”. Se i dati dicono, ad esempio, che che una chiave (o più) ha perso in tre mesi 8 posizioni passando dalla quarta alla dodicesima tutti i dubbi sono confermati.

Cosa puoi fare? Verificare cosa ha fatto meglio di te (Sito più veloce? Semantica migliore? Tag nelle immagini? etc?) chi è salito sopra alla posizione del tuo sito e migliorare di conseguenza cercando di recuperare le posizioni perse. Se sei bravo o è bravo chi segue la SEO del tuo sito internet nel giro di qualche settimana ricominci la scalata.

Un calo di ricerche causa stagionalità o mutamenti nel trend di ricerche

Se vendi sci le finestre di tempo in cui gli utenti ricercano su Google prodotti come il tuo sono piuttosto limitate, questo ovviamente è un’esempio limite ma ci sono molti prodotti che subiscono in maniera diversa la stagionalità, la cosa migliore che puoi fare è comparare i dati di accesso non con il mese precedente ma con lo stesso mese negli anni precedenti (se disponi dei dati storici). Se i dati storici sono simili ai dati attuali è solo un problema di stagionalità e non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Potrebbero esserci anche mutamenti nei trend delle ricerche, in parole povere le keyword principali del tuo sito sono meno ricercate in Google rispetto al passato. Puoi verificare (disponendo di dati storici) queste cose controllando in primis se il posizionamento del tuo sito è mutato nel tempo, nel caso in cui le posizione per le varie keyword sia rimasto lo stesso puoi verificare le statistiche sul volume di ricerca attraverso il Google Keyword planner o Google Trend.

Una penalizzazione del motore di ricerca

Quì faccio una premessa, se si lavora con e grazie ad internet è imprescindibile disporre dello strumento Google Webmaster Tool, grazie ad esso puoi tenere traccia del posizionamento nel tempo del tuo sito e sarà molto facile riconoscere una penalizzazione, in certi casi è additittura lo strumento stesso che ci avvisa.

Ma ora veniamo alle penalizzazioni dei motori di ricerca, ce ne sono di due tipi, quella di tipo algoritmica e quella di tipo manuale, le differenze principali sono due:

  1. Una penalizzazione derivante da un’azione manuale ci viene segnalata all’interno del tool di Google, una penalizzazione algoritmica no.
  2. Da una penalizzazione manuale si può uscire (relativamente) facilmente, come detto sopra la stessa ci viene segnalata e vengono spiegati i motivi, basta risolverli e fare una richiesta di reinclusione. Dalla penalizzazione algoritmica è molto più complicato uscirne, non ci saranno comunicazioni di Google ad aiutare te o il tuo Webmaster, dovrete individuare voi il problema, risolverlo ed attendere con fiducia

Ma come scoprire se il tuo sito è stato penalizzato? Se hai ricevuto un’azione manuale troverai un bel messaggio all’interno di webmaster tool e riceverai una mail che ti avvisa di quanto successo, se è algoritmica dovrai cercare di scoprirlo, sotto ti spiego come puoi fare, prima però ti parlo dei principali motivi alla base di un’azione manuale.

Le azioni manuali più frequenti:

  • Link non naturali che rimandano al tuo sito: il messaggio che troverete sarà simile a questo “Google ha rilevato un pattern di link artificiali o non naturali che indirizzano al tuo sito. L’acquisto di link o la partecipazione a schemi di link con l’intento di manipolare il PageRank costituiscono violazioni delle Istruzioni per i webmaster di Google. Di conseguenza Google ha applicato un’azione manuale antispam a dominio.com. Potrebbero essere applicate altre azioni al sito o a parti di esso”. In pratica Google ti sta dicendo che ha trovato dei link innaturali che puntano al tuo sito. Tu, o chi per te, avete fatto backlink estremo e loro se ne sono accorti, ora non ti resta che armarti di pazienza con il Disawow Tool (o rifiuto dei backlink) sapendo che potrebbe non bastare, in altri casi dovrai cercare di contattare i vari webmaster dei siti incriminati (che dovrai scoprire da solo) e chiedere loro di rimuovere i link. Una volta che avrai fatto queste operazioni dovrai richiedere la reinclusione ed attendere la risposta incrociando le dita.
  • Link non naturali dal tuo sito: Il messaggio di Google “Google ha rilevato un pattern di link artificiali o non naturali sul sito. La vendita di link o la partecipazione a schemi di link con l’intento di manipolare il PageRank costituisce una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google. In seguito al rilevamento di link non naturali dal tuo sito, Google ha applicato un’azione manuale antispam a dominio.it. Potrebbero essere applicate altre azioni al sito o a parti di esso”. In questo caso Google ti sta dicendo che ci sono molti, troppi link in uscita dal tuo sito e suppone che tu stia facendo vendita di backlink. Per uscirne dovrai eliminare i link o attribuire loro l’attributo “nofollow”. Una volta fatto puoi richiedere la reinclusione.
  • Il tuo sito è stato compromesso: Il messaggio di Google sarà “Sito Compromesso : http://www.sitoweb.it/ Purtroppo , sembra che il tuo sito sia stato compromesso Un hacker può aver modificato le pagine esistenti o aver aggiunto contenuti spam al tuo sito. Potrebbe non essere semplice vedere questi problemi se l’hacker ha configurato il server per mostrare il contenuto di spam solo ad alcuni visitatori . Per proteggere i visitatori del tuo sito , i risultati di ricerca di Google potrebbero etichettare le pagine del tuo sito come sito compromesso”. In parole povere Google ti sta dicendo che ti hanno bucato il sito e qualcuno ha inserito nelle tue pagine link che riconducono a pagine spam. Dovrai velocemente ripulire il sito e potrai fare la richiesta di riconsiderazione.
  • Contenuti scarni o duplicati: Il messaggio di Google sarà all’incirca “Contenuti scarni con poco o nessun valore aggiunto. Questo sito sembra contenere una percentuale significativa di pagine di scarsa qualità o prive di contenuti utili che non offrono molto valore aggiunto agli utenti (ad esempio pagine di affiliati scarne, siti di scarsa qualità, pagine doorway, contenuti generati automaticamente o copiati)”. Secondo Google il tuo sito non ha alcuna utilità per i visitatori, il motore di ricerca ha trovato contenuti già esistenti in altri siti quindi non offri valore aggiunto. In questo caso dovrai rimuovere o modificare i contenuti dopodichè puoi richiedere la reinclusione.
  • Spam: Il messaggio tipo che possiamo trovare è “Puro spam. Nelle pagine di questo sito sembra che vengano adottate tecniche aggressive di spam come contenuto senza senso generato automaticamente, cloaking, recupero di contenuti di altri siti web e/o ripetute o gravi violazioni delle Istruzioni per i webmaster di Google”. È un parente stretto del precedente e dovrai risolvere allo stesso modo.
  • Spam generato dagli utenti: Il messaggio di Google “Spam generato dagli utenti Google ha rilevato spam generato dagli utenti sul tuo sito. In genere, questo tipo di spam si trova nelle pagine forum, nelle pagine guestbook o nei profili utente.
    Di conseguenza Google ha applicato un’azione manuale antispam al sito dominio.it. Potrebbero essere applicate altre azioni al sito o a parti di esso”. Questa cosa può verificarsi ad esempio quando nei commenti di un blog gli utenti inseriscono link spam, ma vale anche per i forum o siti dove un’utente può pubblicare una pagina in autonomia. In questo caso basta rimuovere gli elementi spam e richiedere la riconsiderazione. PS questa è facile da evitare, basta un pò di moderazione.
  • Cloaking: Il messaggio di Google “Sembra che in alcune pagine di questo sito venga attuata la pratica del cloaking (visualizzazione di contenuti diversi agli utenti rispetto a quelli mostrati ai motori di ricerca) o che gli utenti vengano indirizzati a una pagina diversa rispetto a quella rilevata da Google”. Il Cloaking è una tecnica che mostra una pagina ai bot dei motori di ricerca in un modo ed agli utenti del sito in un’altro (ed infastidisce parecchio il motore di ricerca). Il Cloaking, a meno che non abbia scelto tu questa strategia, potrebbe essere riconducibile ad un hacker che ti ha bucato il sito. Anche in questo caso devi ripulire il sito (o le pagine incriminate) e richiedere la riconsiderazione. Purtroppo in certi casi si è costretti ad eliminare tutti i contenuti e rifare daccapo il lavoro, a meno che tu non abbia un backup precedente.

Penalizzazioni Algoritmiche:

Cos’è innanzitutto un’algoritmo di Google? Per dirla in breve è un software che assegna un peso numerico ad ogni elemento di una pagina o di un sito web, sulla base dei punteggi di vari algoritmi e diverse variabili il motore di ricerca ordina la Serp.

Gli algoritmi sono molti, ma i più famosi e temuti sono essenzialmente due:

  • Panda: Questo algoritmo agisce sui contenuti di un sito internet, premiando i migliori e penalizzando quelli con contenuti scarni o duplicati.
  • Penguin: Questo algoritmo agisce direttamente sul link building penalizzando, anche pesantemente, i siti con link in ingresso ottenuti in maniera non naturale o fuori contesto.

Le due descrizioni degli algoritmi sono molto scarne e sintetiche, ma avrebbero bisogno di un libro per ciascuno ed in quest’articolo non c’è spazio per approfondire.

Un metodo piuttosto semplice e veloce per riconoscere una penalizzazione di tipo algoritmica consiste nel confrontare i cali delle visite con le date delle uscita dei vari algoritmi. Per visualizzare le date di uscita degli algoritmi puoi vitare la nostra pagina Cronologia degli algoritmi di Google aggiornata dal 2010 in poi, se in concomitanza all’uscita di un’algoritmo noti un brusco calo delle visite al sito probabilmente sei stato penalizzato, ora non ti resta che studiare l’algoritmo, capire cosa c’è che non va nel tuo sito, correggere ed attendere, in questo caso a differenza di un’azione manuale non puoi segnalare nulla, puoi soltanto richiedere il passaggio dei bot ma non avrai alcuna risposta da nessuno.

L’errore umano o tecnico

Più frequente di quanto ci si aspetti l’errore umano può generare molti problemi al traffico di un sito internet, scopriamo i più comuni:

  • Restyling pagine o sito con cambio di url: Questo succede più di quanto pensi, mi è capitato di imbattermi più volte in questa situazione. Chi fa un restyling di un sito dovrebbe preoccuparsi di replicare gli url del vecchio sito, questo perchè gli stessi sono già indicizzati e posizionati nella serp di Googlema facciamo un esempio pratico: Mettiamo che vendi online mozzarelle di bufala campana e nel vecchio sito la pagina aveva un url così composto http://www.tuosito.com/mozzarelle-di-bufala-campana/, questa pagina nel tempo si è posizionata in un certo modo nel motore di ricerca, se fai un restyling e la pagina viene realizzata con un nuovo url del tipo http://www.tuosito.com/mozzarella-di-bufala/ succedono due cose entrambe sgradevoli. La pagina precedente continua ad essere nella serp ma quando un’utente cliccherà si ritroverà di fronte ad un errore 404 (pagina inesistente) e la nuova pagina non è ancora ben posizionata in quanto nuova. Come fare per individuare se è successo nel tuo sito? Semplice, se hai Webmaster Tool (se non lo hai installalo) puoi verificare questo tipo di errore alla voce errori di scansione (vedi immagine sotto), questa sezione riporta tutti gli errori riscontrati dai bot di Google, se trovi il codice 404 preoccupati di rimettere a posto i vari link errati e pian piano tutto torna a posto.spaceerrore-404
  • Problema di accessibilità o spiderizzazione del contenuto: Potrebbero esserci problemi di accessibilità per i bot di Google o per gli utenti stessi in aree specifiche del sito o nel sito intero. Dovresti effettuare una serie di verifiche (sempre tramite il Webmaster Tool di Google) al file robots.txt per vedere se non blocca i bot, agli errori di scansione con i relativi codici restituiti, analizzare i log dei server, simulare i bot di Google con lo strumento “visualizza come Google” e perchè no… digita anche gli indirizzi delle pagine direttamente nel browser per vedere se sono accessibili e se restituiscono lo status code 200.
  • Problema di indicizzazione dei contenuti: Google potrebbe avere problemi con la corretta indicizzazione delle tue pagine, verifica tramite il Webmaster Tool che non ci sia stato un calo nel numero delle pagine indicizzate e nel caso effettua anche una ricerca su Google utilizzando la seguente stringa di ricerca “site:tuosito.com” per controllare che le pagine ci siano tutte.
  • Configurazione errata di Webmaster Tool: Webmaster Tool è uno strumento molto potente e se non ti è chiaro dove metti le mani puoi fare danni, i più frequenti sono il settaggio di una preferenza non corretta per i paramentri delle url, il settaggio del targeting di un paese errato e fare il disavow di un numero elevato di backlink senza verificare la bontà degli stessi.

E se le visite al sito internet sono crollate a zero realmente?

E be… qualcosa di sbagliato hai fatto e questo è un problema gravissimo, verifica che il tuo sito non sia stato deincizzato da Google, ovvero eliminato completamente dalla serp o bannato per usare un’altro termine, per verificarlo basta inserire il tuo sito o delle pagine dello stesso in google e controllare che il sito sia inserito nella serp, se il sito non compare più dovrai lavorare tanto, eliminare tutti i motivi per cui si è stati cancellati, inviare una mail all’indirizzo help@google.com (in inglese) dove spieghi cosa è successo e cosa hai fatto per ripristinare la situazione e sperare nel buon cuore di chi dall’altra parte deve giudicare il tuo operato… Ma questo è un caso davvero al limite…

Per finire…

Se sei arrivato fin quì nella lettura devo solamente ringraziarti e sperare di esserti stato utile.

Ciao, Massimo.

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Un commento su “Calo delle visite al sito o al blog

  1. Ho trovato interessante il tuo materiale.
    Noi abbiamo avuto un calo del 70% delle visite a distanza di 3 settimane da un rifacimento del sito, siamo passati al protocollo https e abbiamo modificato anche alcune url ma sono stati fatti dei redirect. Il nuovo sito è stato pubblicato a fine dicembre
    2016 Il crollo si è verificato il 22 gennaio 2017. Siamo molto preoccupati. Secondo te, se ripubblicassimo il sito precedente è possibile recuperare l’ottimo posizionamento che avevamo?

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