Costo sito web

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Quanto costa un sito web?

Dubbio amletico dell’imprenditore del terzo millennio che deve destreggiarsi tra millemila impegni con mercati sempre più esigenti e regole che cambiano ancora prima che vengano applicate. Come se non bastasse arriva anche internet con le sue difficoltà ed opportunità a turbargli i sogni…

La domanda se decontestualizzata suona un pò come andare dal Concessionario e chiedergli a secco quanto costa un’auto, probabilmente il venditore a quel punto ci chiederà sorridendo a che tipo di auto siamo interessati. Ebbene con un sito web non c’è grande differenza, la similitudine regge perfettamente, tuttavia come per le automobili è possibile nella maggior parte dei casi individuare il costo dopo una breve chiacchierata.

Proviamo però a dare un senso a quest’articolo cercando almeno di individuare alcuni fattori chiave nella composizione di un preventivo per un sito internet.

Prima ancora del sito web però c’è bisogno di avere un dominio registrato ed uno spazio dove collocarlo, il cosiddetto hosting. Quì faccio una premessa, noi di We comm pensiamo che un’ Azienda dovrebbe avere il pieno controllo dell’hosting delegando la sola gestione all’Agenzia web. Fatta la dovuta premessa vediamo di cosa abbiamo bisogno e quanto ci costerà.

Basta fare una ricerca su Google digitando hosting e rischiamo un mal di testa, guardate l’immagine sotto e capirete (immagine del 17 febbraio 2015):

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Ma come è possibile? Si trova gratis, ad 1,22€, a poco meno di 10, poi troviamo 24 oppure 29 o 49,99… Una babele di costi insomma, spesso succede che si finisca con lo scegliere il più economico ma non è mai la scelta giusta.

Ma perchè è importante l’hosting? Forzando un pò il paragone potremmo considerarlo al pari di un corriere, anzichè però trasportare pacchi trasporta dati fino al dispositivo che si connette al vostro indirizzo web. Se il servizio è buono il trasferimento dei dati sarà più rapido e la custodia degli stessi più sicura, un pò come sarebbe un vostro pacco nelle mani di un Corriere Espresso affidabile. Nella scelta dell’hosting va considerato anche un’altro fattore, la dislocazione fisica dei server, se la vostra clientela è in Italia il server negli Stati Uniti impiegherebbe più tempo a rispondere rispetto ad un server in Europa o in Italia addirittura.

In parole povere è meglio investirli 50,00 Euro in più all’anno per un servizio che conviene in termini di resa.

Ma analizziamo meglio la creazione del sito internet

Una premessa è d’obbligo, qual’è lo scopo del sito? Si vuole conquistare in Mondo o semplicemente presidiare Internet? Questa è la domanda delle domande, sperare oggi di realizzare un sito assolutamente economico con il quale scalare posizioni su posizioni nella ricerca di Google è impossibile o altamente improbabile, se invece ci si accontenta di farsi trovare facilmente dall’utente che cerca proprio Noi è diverso, in tal caso è tutto molto più semplice… Ma facciamo un esempio che ci aiuterà a comprendere meglio l’ultimo passaggio, utilizzo un nome di fantasia, Scarpe da Dario, il Sig. Dario ha un negozio di scarpe sportive e vende in prevalenza Nike, analizziamo le difficoltà di qualche scopo differente:


Caso 1: Il Sig. Dario vuole un sito Internet molto semplice, qualche foto del negozio ed i dati di contatto, giusto per presidiare il Web e poter dire ci sono anche Io.


Caso 2: Il Sig. Dario ha intenzione di realizzare un sito internet al servizio dei propri clienti, uno Show Room virtuale, magari da pubblicizzare in locale attraverso una pagina Facebook , il suo scopo è quello di rimanere in contatto con i clienti e perchè no trovarne degli altri attraverso il passaparola generato nel Web. All’interno del suo Show Room virtuale presenterà i nuovi prodotti e/o le proprie promozioni, avviserà con una Newsletter i clienti rimandandoli al sito per mostrare loro le News più importanti. In sostanza il Sig. Dario vede il proprio Sito come uno strumento di lavoro atto a penetrare maggiormente il mercato locale.


Caso 3: Il Sig. Dario non si accontenta del mercato locale e vuole vendere le Nike in tutta Italia, il suo scopo è aprire un e-commerce ed avviare un’attività di commercio elettronico.


Ora che abbiamo individuato i casi calcoliamo le variabili:


Il nome del dominio: Nei casi 1 e 2 il dominio sarà semplicemente scarpedadario.it o .com, nel caso 3 bisogna ingegnarsi un pò di più per non morire di SEO all’inizio (di cui parleremo più avanti), non ci sono differenze di costi ma trovare un dominio attinente non sarà affatto facile.


La complessità del sito: Da questo punto si iniziano a vedere le differenze tra le piattaforme, nel caso 1 pochi problemi, Dario se la cava con qualche centinaia di Euro a patto di fare un minimo di attenzione al design, in fondo vuol’essere una vetrina ed egli sa quanto è importante una vetrina… Nel caso 2 Dario ha due strade differenti da percorrere, potrebbe realizzare un sito con 4/5 pagine statiche ed una sezione dinamica dove presentare prodotti e promozioni in ordine di pubblicazione, oppure dotarsi di un sito con un catalogo che non preveda l’acquisto ed una sezione dinamica per le promozioni, nel secondo caso il vantaggio notevole (per l’utente) è l’ordine stesso, la facilità di trovare i prodotti e l’estrema semplicità nella navigazione. Nel caso 3 invece servirà un e-commerce punto. Non ci sono mezze misure, e se Dario vorrà vendere Nike in tutta Italia avrà bisogno di un bel sito, del resto ce ne sono centinaia di siti che vendono Nike, di conseguenza il suo deve essere in qualche modo migliore per attrarre il cliente e non farlo andare via, in Internet un’altro negozio che vende Nike si trova a distanza di 1 click…


Manutenzione, aggiornamenti ed altro: Questi sono costi futuri, ma Dario non può fare a meno di calcolarli oggi… Nel caso 1  pochi problemi, una volta realizzato il sito avrà bisogno di pochi interventi e della gestione dello spazio web, per i quali può anche concordare un forfettario annuale con chi lo sviluppa, dopodichè può anche dimenticarsi di averlo… Nel caso 2 , oltre a quanto detto sopra, ci sono altre variabili, sicuramente qualcuno dovrà aggiornare i contenuti e tenerli freschi, altrimenti verrebbe meno lo scopo prefissato, è chiaro quindi che un’investimento Dario dovrà calcolarlo, se lo fa lui stesso investirà del tempo, se invece lo farà un dipendente o lo sviluppatore l’investimento è anche in denaro. Maggiori saranno i contenuti maggiore sarà l’investimento. Nel caso 3 invece è un e-commerce punto. Anche quì non ci sono mezze misure, il catalogo dovrà essere aggiornato costantemente nei prezzi e nelle disponibilità, poi ci saranno pacchi da fare, pagamenti da verificare, corrieri da seguire, mail a cui rispondere in tempi brevissimi e tutte quelle accortezze che contribuiscono a rendere un progetto e-commerce vincente.


Il posizionamento nei motori di ricerca: Quì iniziano gli impegni seri, per far capire a Dario cosa lo aspetta faccio qualche ricerca su Google e vi rendo i risultati di seguito. Nei casi 1 e 2 basta essere presenti in un paio di chiavi (ed a livello locale) di cui una è sicuramente “scarpe da dario”, faccio una ricerca in questo preciso momento e noto che la pagina mi restituisce circa 205.000 risultati da scalare, con un pò di lavoro, grazie anche al nome di dominio (che è preciso rispetto alla ricerca), arrivare primi o comunque in prima pagina in un paio di mesi (anche meno) è assolutamente fattibile. La seconda chiave potrebbe essere (supponendo che Dario abbia il negozio ad Ascoli Piceno) “scarpe nike ascoli piceno”, la ricerca in questo caso mi restituisce circa 57.200 risultati da scalare, nonostante siano meno è un pò più complicato arrivare in prima pagina (la chiave di ricerca è generica) ma con un pò di lavoro SEO localizzato ben fatto e ben mantenuto anche questa scalata è possibile… Nel caso 3 cambia tutto, non mi addentro troppo e faccio un unico esempio, “scarpe nike”, ebbene abbiamo la bellezza di circa 11.600.000 risultati da scalare, non solo, se nei casi precedenti potevamo sperare in concorrenza meno attrezzata in questo caso la concorrenza è agguerrita e morde parecchio, rincorrere e mantenere la prima pagina è un’impegno molto importante e gravoso in ottica SEO, in questo caso gli investimenti contano…


Strategia e comunicazione: Nel caso 1 come sempre Dario se ne può fregare di tutto e di tutti, una volta che la SEO ha fatto il suo dovere dovrà preoccuparsi solo di chiamare la tipografia e fare dei nuovi biglietti da visita con il sito, al limite può ordinare un’adesivo con il nome del sito da mettere in vetrina, se invece vuole fare di più può farsi una pagina Facebook e lavorare con essa (comunque non sbagliato se ben gestita). Nel caso 2 il nostro Dario se vuole fare un buon lavoro deve ingegnarsi di più, farà un pò di pubblicità su Facebook con una pagina ben gestita, dovrà integrare la propria presenza web in tutta la sua comunicazione off line, procurarsi gli indirizzi mail dei clienti, programmare, eseguire con attenzione e comunicare bene, oltre ad analizzare i risultati ogni tanto. Nel caso 3 invece Dario dovrà smazzarsi e lottare non poco per affermarsi e rimanere sulla cresta dell’onda, Facebook, Adwords, Mail Marketing spinto, Twitter, Instagram, Article Marketing etc. etc. oltre ovviamente ad analisi, analisi, analisi…


Le differenti apettative

Nel caso 1 comunque Dario trarrà giovamento dall’avere un sito internet, quanto è difficile quantificarlo ma male non gli farà certamente. Nel caso 2 a livello locale il negozio può beneficiare dell’enorme spinta che internet può dare e Dario potrebbe cambiare passo insieme al suo negozio competendo rispetto alla concorrenza con un’arma (bella grossa) in più… Nel caso 3 se il progetto dovesse andare in porto bè… quella è un’altra storia, in quel caso Dario passa ad un’altro livello…


Per concludere sui costi di un sito internet

Come avrete capito non è poi così semplice quantificare il costo di un sito internet se collegato ad uno scopo ben specifico, il costo in se non è costituito dal sito inteso come ammasso di codici, a parte il caso 1, bensì il costo matura sulla base di quanto viene fatto prima e dopo, in sostanza trovo sbagliato ridurre il costo della comunicazione sul web al solo sito…

Per finire mi rimane soltanto una cosa da dire, la più importante in assoluto:

Nessuno vieta a Dario di fare un passo alla volta…


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2 commenti su “Costo sito web

  1. Concordo. Io infatti ai miei clienti, quando realizzo un sito web di solito consiglio sempre di procedere per step, e in base ai risultati raggiunti si prosegue…

    1. E’ sicuramente la strada migliore, nel web si fa un passo e si misura, poi si fa un’altro passo e si misura, poi si fa un’altro passo e si misura, poi si fa un’altro passo e si misura… E via così… :)

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